26 novembre 2010

Novembre arruola eroi, luminari e reduci,
novembre arruola eroi tra questi stanchi corridoi,
tra i giusti e i vili, e tra di noi
novembre arruola eroi, speriamo che non nevichi
novembre indica gli eroi chiudendo gli occhi a tutti noi
chiudendo i nostri e chiudendo i suoi

E ci siamo perché tu non ci sei, soprattutto perché non ci sei
seguiremo l’istinto e poi seguiremo il rumore che fa il tuo cuore
ne sentiremo il rumore
anche se non c’è alcun rumore

Ma la notte giustifica tutti i silenzi
E chi cerca respiri non può sapere che danzi e non fai rumore
Non lo sanno che danzi

Questa notte, più ufficiale di una sentenza benedice qualsiasi partenza
me ne andrò pure io dove deve andare chi cerca quello che non vuole trovare

Ovest

Ovest

Ho visto l’ovest del mondo
ha qualcosa che ricorda da vicino l’ovest del tuo soggiorno
che se stavi in quella posizione, davi sulle scale
le scale dove ti han vista per l’ultima volta tuo padre e tua madre
e per la prima volta il brigadiere
pensi ancora a loro?
A chi per l’ultima volta ti ha vista davvero
e che ora mangia e beve tutte le sere.

È povero chi rimane
è povero chi rimane

Ho visto l’ovest del mondo
non è poi tanto più grande, a dire il vero, dell’ovest nel tuo soggiorno
dove il confine tra esser viva o esser morta lo tracci decidendo a chi aprire la porta
e Londra o Garlasco davvero è uguale per chi come te va via senza rancore
per chi come te se ne va anche se non vuole

Ma è povero chi rimane
è povero chi rimane

Nel centro del paese

Adesso pensaci un altro po’
e dopo che ci hai riflettuto ancora dì di no
la penisola lasciala nel cassetto insieme alle collane, nella carta della Lonely Planet
e quello che vuoi non farai in tempo nemmeno ad odiarlo
ascolta questo scemo allora, non dargli l’ultima parola
e pensaci bene
tu pensaci bene

e attenta a chi non ti delude mai, a chi conosci e a chi conoscerai
e a chi ti dice di fare l’erasmus
a chi ti dice di fare l’erasmus

e quello che vuoi non farai in tempo nemmeno ad odiarlo
è tanto nero quanto è vero il cielo
è tanto vero quanto è nero il cielo
nella notte in cui ci arriverai, da inglese, nel centro del fottuto bel paese

e attenta a chi non ti delude mai, a chi conosci e a chi conoscerai
e a chi ti dice di fare l’erasmus
a chi ti dice di fare l’erasmus

La sapienza

Non contiamo mai i passi che collezioniamo insieme e che non ricorderai
Marta tienimi per mano che Roma è tanto grande quanto è vecchia
che Roma è tanto vecchia quanto è sola
le facciamo compagnia, riempiamo dei nostri sorrisi tutta la via
tu non lasciare la mia mano che il destino rimane lontano
lontano
lontano da qui

Nelle dita che ho tra le dita sento la speranza
nel cade un po’ per la strada che ci porterà alla Sapienza
e non importa se non siamo mai noi a raccogliere quello che perdiamo
noi camminiamo

noi camminiamo con la meraviglia nelle nostre ciglia
camminiamo con le mani piene di miracoli
camminiamo fieri senza oracoli né alfieri
noi camminiamo con la meraviglia nelle ciglia e il dolore si dimenticherà di noi
il dolore si dimenticherà di noi

E il dolore sa quanto sono grandi le piccole cose
il dolore sa che tutto questo può anche finire in un buco piccolo piccolo
dietro il tuo orecchio sinistro

Per vederti ancora

Vieni via da qui
portati anche il mare
so che ti tremano le gambe
ma non pensarci
tu non pensarci mai
Fidati di me, non fidarti di nessuno
Sara guardati le spalle
ma non voltarti
tu non voltarti mai che c’è il futuro dietro di te
tu non voltarti mai perché il paese è così sporco, così rozzo
ed è possibile che per vederti ancora
debba scender dentro a un pozzo
e non ho proprio voglia di sporcarmi le scarpe

E l’universo

Immagina la struttura dell’universo
non assomiglia un po’ a qualcosa che ci appartiene
molto più di quanto noi lo si possa vedere?
Di quanto non lo si possa vedere?
L’universo assomiglia a un atomo
e potrebbe davvero esserlo
parte di un granello di sabbia sulla spiaggia di chissà quale altro mondo
speriamo almeno sia migliore di questo
Io prego dio, ma confido nei suoi limiti
non viviamo nel migliore dei mondi possibili
io prego dio ma credo più ai suoi limiti
non viviamo nel migliore dei mondi possibili

Hey tu!

Hey! Tu! Sì, dico a te! Sei talmente impegnato a parlare con i fantasmi che non ti accorgi più delle persone reali? Stacca gli occhi da quella strada, toglile i piedi di dosso! So cosa stai cercando, lo sappiamo tutti. Stai cercando lo stronzo che dà un senso a tutte le volte in cui non ti trattieni e invochi urlando il dio dei cani, stai cercando la puttana che baci la punta delle tue pene e che ti dica che c’è sempre un colpevole, e che te lo indichi magari perché tu possa sputargli addosso il tuo senso di colpa. Guardati! Ti sei fatto mezza Italia con in mano quel sacchettino di plastica pieno di paura e sei stato capace di parlare solo con i morti ammazzati, guarda che nessuno di loro potrà dirti mai chi è stato a farli fuori. E se proprio cerchi un colpevole, non serve camminare, basta che stai lì fermo sai? Chiamalo, e sentirai subito la sua voce. Se non trovi il colpevole, fatti qualche domanda, e datti una sola risposta.

Non si muove

Fai finta che non ci sia tutto quel sangue per terra e su di te
chiudi gli occhi e balliamo un’ultima volta, non puoi dirmi di no
“Diamo un taglio a questa cosa, non funziona proprio più”
non potrai negare che l’avevi detto tu
il livello uno della nostra relazione si esauriva con un bacio sulla guancia
già sapevi tutto, che sarebbe poi finita con un taglio di coltello nella pancia
Livello due, facevi finta di niente
mi dicevi “ti amo” e facevi finta di niente
Avresti perso la faccia se ti fosse caduta la maschera
avresti perso la faccia se ti fosse caduta la maschera
Fai finta che non ci sia tutto quel sangue per terra e su di te
chiudi gli occhi e balliamo ancora
Livello tre tutto era così bello che la vertigine mi portava a vomitare,
non lo facevo perché avevo paura che potesse uscire l’amore che avevo nella
pancia
l’amore nella pancia
Il livello finale significava che si era ormai alla fine
volevo solo vedere se anche nel tuo di stomaco c’era amore per me

L’Italia è bellissima

Non parlerò di lei, non parleremo più di lei
che madre hai visto mai far figli e non volerli crescere?
far figli e non volerli crescere?
Non parlerò di lei, non la ricorderemo
la prospettiva è migliore se nasconde un po’ le cose
Non parlerò di lei, non parleremo più di lei
che madre hai visto mai far figli e non volerli crescere
L’Italia è bellissima, ma ci vivono le bestie
l’Italia è bellissima
così bella che non parlerò di lei, non parleremo più di lei
che madre hai visto mai far figli e non volerli crescere
Di chi parliamo poi se a procrearci siamo noi?
Dove l’hai vista mai?
Mia madre deve ancora nascere
deve ancora nascere

26 febbraio 2011

L’ultima pagina tu girala
che non sempre la parola “fine” è scritta nei romanzi
non sempre le storie finiscono
anzi credici, anche se non torni
come in questi novanta lunghissimi giorni
credici, anche se non torni
come in questi novanta lunghissimi giorni
E noi cadiamo su chi non cerchiamo più
trovato un corpo manchi solamente tu
trovato questo manchi solo tu
il vuoto che reclama spazio
vuoto che reclama spazio
Rimani ancora con noi a convivere con i ragni
rimani ancora se puoi, lascia che la notte si bagni
rimani ancora con noi a convivere con i ragni
rimani ancora se puoi, questa notte pioverà come tre mesi fa
È la notte che ritorna tutte le volte
che ci vede partire, che ci vede morire
per fare questa via crucis non serve pregare a gran voce
per fare questa via crucis non serve la croce
non serve la croce